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- indietro   OLJA SHIROKOVA

In un gelido giorno del febbraio 2011, nell’accogliente e caldo ambiente della Chiesa
della Protezione del Velo della Vergine si sono sposati i belli e giovani Ol’ga e Roman.

Un matrimoni nella Chiesa della Clinica RDKB è un evento molto, molto raro e viene ricordato
per tutta la vita non solo dagli sposi, ma da tutti quelli che li sono accanto in una delle giornate
più importanti della propria esistenza.

La domanda relativa a in quale Chiesa sposarsi per questi due giovani non si è mai posta:
la volontaria Olja Shirokova partecipa attivamente alla vita del Gruppo Padre Aleksandr Men’ già
da tredici anni, dato che è capitata in ospedale come... paziente. Quando Olja aveva dieci anni,
vivendo non lontano dalla Clinica, fu investita da una macchina. L’allora bambina fu trasferita
in gravi condizioni nel reparto di Traumatologia. Neanche mezz’ora dopo il ricovero arrivò
la sua mamma Marina. Entrambe rimasero a lungo in ospedale. Marina, una mamma di te figli,
persona straordinariamente sensibile, aperta, altruista ed energica per tutto il periodo in cui in
ospedale accudiva Olja aiutava le mamme degli altri pazienti fra le quali non vi erano cittadine
di Mosca e per questo non avevano nessuno che potesse aiutarle. Ed anche Olja, non appena
le sue condizioni lo avevano permesso, iniziava ad aiutare i suoi nuovi amici. L’amicizia continua
sino ad oggi.

"Quando io ero qui - ricorda Olja, ero una bambina ma nonostante ciò subito cresciuta di cinque
anni. Qui ho cambiato completamente atteggiamento verso la vita, un nuovo sistema di valori.
Non serve aver paura. Ho capito che se possiedi le braccia e le gambe - questa è la vera felicità.
Le normali possibilità per molti bambini qui sono molto limitate, ma cercano di fare tutto
il possibile,si sforzano di riuscirci. Sono grata a questo posto perché qui sono cresciuta.
Voglio migliorare me stessa ed aiutare il prossimo".




Sposi




O signore Dio nostro, incoranati di gloria e di onore




Il Matrimonio nella Chiesa della Clinica RDKB


NONNO GELO IN RIANIMAZIONE

Questo anno Nonno Gelo ha deciso di visitare anche i bambini del reparto di Rianimazione.
Nell’ambito di un progetto sviluppato assieme al Centro per lo Sviluppo dei Progetti Sociali
di Mosca e denominato “Regaloterapia” Artem Popov - uno dei Nonno Gelo che hanno
partecipato alla Festa per l’Anno Nuovo nella Clinica RDKB - dopo aver negli anni scorsi fatto
visita ai bambini del reparto di Oncologia, con i suoi amici ha deciso di far visita al Reparto
di Terapia Intensiva. Quest'anno per la festa in ospedale con lui sono arrivati dei giovani
musicisti della Fondazione Mstislav Rostropovich (il Maestro era un grande amico della Clinica
RDKB di Mosca) che hanno regalato ai piccoli ed ai loro genitori delle magnifiche esecuzioni
dei capolavori della musica classica. I bambini nei vari reparti attendevano la Festa con
trepidazione. Ma una bambina proprio in occasione degli ultimi giorni dell’anno è stato ricoverato
in Rianimazione... La bambina aveva inviato una letterina alla Chiesa della Clinica chiedendo
di dire a Nonno Gelo di poterla esaudire con il regalo a lungo sognato e data la situazione
difficile in cui si trovava chiedeva a Nonno Gelo di lasciare il suo regalo presso il Gruppo
di Volontariato alla Chiesa. Lasciare una simile preghiera senza risposta non era assolutamente
possibile. Il Primario del reparto di Terapia Intensiva ha allora dato il permesso di entrare
in reparto. Proprio così, lui ed il personale della Rianimazione hanno reso i bambini di una
felicità unica!



Nonno Gelo e la sua nipotina Snegurochka




La Presidente del Gruppo di Volontariato Padre A. Men’ all’ingresso del reparto




Si entra





Nonno Gelo incontra un piccolo paziente




Una foto ricordo con il personale del reparto



LA STRADA PER LA CHIESA

Sempre più spesso,leggendo sui giornali di un altro scandalo di corruzione, di una ennesima
strage, sul prossimo aumento dei prezzi alimentari, pensiamo di getto - mio Dio la Russia non
ha futuro! E la cosa più terribile, la più impensabile da credere è la caduta della società sotto
i colpi delle circostanze e che tutti i classici letterari, canto sublime dell’anima russa, vengano
persi a poco a poco, questi che da tempo immemorabile rendono la nostra vita così affascinante,
misteriosa e molto speciale. La nostra mente va ai nostri problemi quotidiani, al nostra lavoro,
agli amici ed a volte ci perdiamo a guardare le stelle che sempre più spesso splendono meno.
Solo in occasione dell’Anno Nuovo ci prende - spesso all’improvviso - un desiderio: "Su, dai,
il prossimo anno sarà migliore."

E questo preambolo triste potrebbe rimanere una sorta di preludio minore al tema che sto per
scrivere nelle righe che seguono. Ma è successo e come dicono i musicisti, il tema in maggiore
rimane più chiaro della tonalità della vita. Eì successo il sabato della settimana prima di
Capodanno, quando sono andata alla Clinica RDKB che si trova a sud-ovest di Mosca per far
visita ai miei amici del Gruppo di Volontariato Padre Aleksandr Men’i. Il Gruppo di Volontariato
opera nella chiesa dell'ospedale e credo che sia una cosa molto buona ed armonica che
il Gruppo operi nella chiesa.

È così che (scoprendolo subito all’entrata della chiesa) la mia attenzione si è subito soffermata
sul numero impressionante di persone che stavano come me in chiesa fra un numero
impressionante di pacchi, pacchettini e scatole di ogni forma e dimensione. Qualcuno arrivato
in macchina, qualcuno in tram, altri con la metropolitana. Ma tutti con un solo ed unico scopo
portare regali di Natale ai bambini malati. Si poteva facilmente restarsene a letto a casa,
guardare la TV, giocare con i propri bambini. Ma loro, invece, per i figli di persone sconosciute
e che non avevano mai visto prima di quel sabato, in una bufera di neve terribile sono uscite
di casa per andare dall’altra parte dell’immensa Mosca per entrare in una chiesa, salire
le scale per portare chi una bambola, chi un puzzle, chi un DVD-player dicedo: "Eccomi qui...
per i bambini... per la Festa di Capodanno... “.

E tutti molto diversi fra loro o diverse - da una vecchina che estrae un bambolotto da un vecchio
logoro cappotto ad un ricco uomo d'affari per il quale il suo autista porta una scatola dalla forma
impressionante. Ma qui in questa stanza dietro alla Chiesa tutte le differenze sociali vengono
cancellate perché hanno tutti uno status speciale: fanno del bene.
E la montagna di regali che continua a crescere sotto i nostri occhi rischia di riempire tutto
lo spazio disponibile. Tutto “l’ufficio” del Gruppo di volontariato Padre Men’ e tutti i volontari
stanno per essere sommersi dai regali che da ore stanno catalogando mettendo su ognuno
un nome di un bambino che la malattia non ha permesso di trascorrere a casa le feste
di Capodanno.

E la gente continua ad arrivare senza soluzione di continuità, un vero fiume di gente. Qualcuno
conosciuto, qualcuno che lascia il suo nome e molti che vogliono rimanere anonimi. Ecco che
ritornando all’inizio di questo breve racconto, mi trovo a pensare che tutte queste persone sono
in fondo una persona unica, una straordinaria persona illuminata da quelle stelle che per loro
hanno un'altra volta fatto un’eccezione risplendo per loro illuminandoli.

Esco dalla Chiesa - sul Lewninskij prospekt buio ed una tempesta di neve. Una vera serata di
fine anno. E sotto il nevischio, voltando le spalle al vento pungente, mi capita di incontrare ancora
persone che corrono di fretta portando anche loro pacchettini, pacchi e scatole. Stanno correndo
tutti allo stesso modo sulla giusta strada della pace, sulla strada della Chiesa. Stanno andando
a fare il bene. Ed in molti. E fanno molto. Ecco che - grazie a tutti loro - abbiamo ancora un futuro.

Irina Rachmaninova


Guarda le fotografie della Festa dell'Anno Nuovo alla Clinica RDKB














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