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  LA NOSTRA VOLONTARIA GIORGIA RACCONTA UN FRAMMENTO
DELL’ULTIMO VIAGGIO: L’INCONTRO CON GLI ORFANI
DELLA CASA “NEZNAJKI”


Nel corso della nostra ultima visita a Mosca, ho avuto l’occasione di ritrovare i nostri amici che
vivono presso la Casa degli Orfani “Ospiti a Neznajki”. Siamo stati accolti con tanta gioia dai
bambini e grande calore dalle njanje. Ho vissuto presso la Casa degli Orfani per due estati
(nel 2010 e nel 2011), quindi per me queste persone sono come una famiglia e ritrovarsi è
sempre un’emozione fortissima!

Ci sono delle novità importanti. La prima riguarda la piccola Lenochka: ha finalmente trovato
una famiglia e ora vive a San Pietroburgo, indovinate un po’ dove? sul Nevskij Prospekt...
I bambini della Casa hanno nostalgia di lei, ma sono contenti per i suoi nuovi genitori!

La seconda notizia riguarda un amico di lunga data: il nostro Pasha che dopo un’operazione
alle gambe affrontata a Barcellona, ora è in grado di alzarsi in piedi. E questo è davvero
straordinario! Ancora non cammina. “Ci vuole ancora tempo” dicono i dottori; “Mi sembra di
volare” ci racconta Pasha. Sono molto affezionata a questo ometto (ha ormai quasi dodici anni):
ho avuto l’opportunità di conoscerlo da vicino nel corso del suo soggiorno in Italia nel maggio
del 2011 per una visita specialistica all’ospedale Rizzoli di Bologna. È un bambino straordinario,
intelligente, divertente, dotato di una forza e di un entusiasmo davvero rari.

Abbiamo ritrovato Milena (dodici anni), tornata a vivere alla Casa di Neznajki dopo alcuni mesi
trascorsi ad Irkutsk, città dalla quale proviene. Milena frequenta la scuola locale, situata a cinque
minuti dalla Casa, e ci ha mostrato quanto è brava a fare le moltiplicazioni - lei e Pasha fanno
a gara a chi è più veloce a fare di conto.

Abbiamo incontrato poi Il’ja, Dima, Dasha, Il’juša, i tre Sasha, Zhenja, Inna e Vika. Ci hanno
mostrato alcune fotografie che hanno scattato in occasione dell’8 marzo. Per festeggiare le
“loro donne” la mattina i maschi si sono svegliati prestissimo per cucinare e organizzare una
festicciola per le ragazze. “Le donne sono importanti e auguriamo loro di essere sempre belle
e in salute”, hanno dichiarati i ragazzi in un video che hanno girato in occasione della festa.

Il “veterano” della Casa degli Orfani, Slava, a ottobre compirà finalmente diciotto anni.
Lo scorso Natale ha ricevuto in regalo la patente, alla quale si sta preparando con tanto
entusiasmo. Mi ha promesso che la prossima volta che verrò a Mosca, lui verrà a prendermi
in aeroporto e sarà il mio autista! Non vedo l’ora di vederlo alla guida!

Purtroppo alcuni bambini non erano nella Casa: Oleg e Natasha si trovavano in ospedale in
quarantena a causa di un’epidemia di morbillo. Ho comunque avuto modo di recarmi là il giorno
seguente e di incontrare Oleg: mi ha raccontato che hanno finalmente fissato la data del suo
intervento al naso! Abbiamo anche ricordato l’ultima estate trascorsa insieme costruendo un
puzzle da mille pezzi raffigurante il Cremlino.

Voglio molto bene a questi bambini e ritrovarli è sempre una gioia immensa. Molti di loro
sono visibilmente cresciuti: “Siete diventati degli ometti”, ho detto loro.

La prima volta che sono stata in Russia era l’estate del 2010 e il primo luogo dove mi portarono
fu proprio la Casa degli Orfani “Ospiti a Neznajki”. Questo posto rappresenta quindi per me il
primo vero contatto con la Russia (non quella che vedi in Tv o che leggi nei romanzi, ma quella
reale!). Questi bambini sono “l’immagine della Russia che soffre”, come benissimo descrive
Ludmila Ulickaja nel libro “Un bicchiere d’acqua fresca”. Sono l’immagine dell’abbandono e
delle difficoltà. Ma sono anche l’immagine della solidarietà e di chi non si è voltato dall’altra
parte. Questi bambini, grazie al Gruppo di Volontariato Padre Aleksandr Men’, vivono in una
struttura sicura, hanno delle njanje bravissime che si occupano di loro, vivono protetti e amati.
Hanno una forza d’animo e una gioia di vivere straordinaria. Ecco a cosa associo la Casa
degli Orfani: ad una famiglia.

Nei periodi che ho trascorso qui ho imparato a conoscere queste piccole pesti (e non sempre è
facile penetrare in quella corazza che si sono costruiti nel tempo), mi hanno insegnato a giocare
a calcio e a dire “nascondino” in russo (in verità sono stati dei veri e propri maestri di russo e
ancora mi correggono e mi prendono in giro per la mia pronuncia e per i miei accenti sbagliati!).
Le njanje mi hanno insegnato a fare la lavatrice decifrando i pulsanti in russo, Volodja,
il responsabile della Casa, mi ha portato a fare un’escursione a Mosca, spiegandomi tutto
come una vera guida. In questa Casa sono stata accolta come “una di famiglia” e questa è
una cosa che non puoi dimenticare.

Gli abitanti di Neznajki mi hanno fatto promettere di tornare presto:io già non vedo l’ora!!!

Giorgia P.



La sala giochi




Con Milena, Sasha, Pasha e Dima




Con Oleg nel reparto di Microchirurgia della Clinica RDKB di Mosca




La cena




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