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Dal nostro inviato speciale il Rigogolo bianco




IRINA A NEZNAJKI

Abbiamo fatto la conoscenza di Ira nella cucina della Casa degli Orfani "Ospiti a Neznajki",
dove, insieme a Natalia - lo chef -, Olga e Slavik hanno confezionato con entusiasmo i pelmeni
(tipici ravioli siberiani). Io, il Bianco Rigogolo, ero seduto sul davanzale di una finestra aperta
e ho cercato di capire da dove era arrivata questa nuova ragazza. E poi, durante una passeggiata
nel cortile della pensione, abbiamo chiacchierato.


Ira e Slavik fanno i pelmeni















L’infanzia di Ira semplicemente non è mai esistita: dalla nascita ai dodici anni - un orfanotrofio
ed una malattia grave. Molte operazioni chirurgiche. Lunghe cure dei medici della Clinica RDKB
di Mosca. Camminare sulle mani... ed infine... una famiglia. Ora è una ragazza di quindici anni
ed ha superato gli esami per la scuola secondaria.


Ira















Irina, felice, mi ha raccontato dei suoi nuovi genitori, Anastasja e Sergej, e della sorella
di sei anni Nina e del fratello Maksim che in autunno andrà in seconda elementare.
Ora la sua vita è cambiata: ha iniziato a ballare, ma con tale successo che ora fa parte
di un gruppo di Show-ballett. A fine luglio farà la sua prima apparizione pubblica con i migliori
studenti di ballo allo stadio Luzhniki di Mosca.
Il Balletto non è certamente la sua unica passione. Un altro passatempo preferito è la pittura.
La ragazza vorrebbe che diventasse la sua professione. Presto darà gli esami in una scuola
d'arte professionale, dove studierà Il design di interni.


Irina disegna















La piccola artista ha subito fatto amicizia con gli ospiti della Casa Neznajki, una ragazza la aveva
conosciuto prima, in ospedale. I ragazzi sono rimasti sorpresi da come sa disegnare bene Ira.
E Milena ha potuto intrecciare bene le trecce di Ira, perché ama fare la parrucchiera.
Nella Casa degli Orfani "Ospiti a Neznajki” Ira si è fermata un paio di giorni: una visita per
ritrovare le persone che aveva conosciuto quando era una piccola paziente della Clinica RDKB.
Tra queste non solo orfani e bambini ammalati ma anche, naturalmente, adulti. Per loro Ira è più
che una persona cara. Ora per Ira la vita è solamente ciò che di meglio può esserci.
Tutto il buono che può esserci per un adolescente. Io, Bianco Rigogolo, ho chiesto alla ragazza
se ci sono nella sua vita difficoltà. E Ira mi ha risposto: "Sì. Per me che volgo diventare un’artista,
devo saper sviluppare l'immaginazione”. Ed io, Rigogolo Bianco, posso solo sognare che questi
problemi siano gli unici nella vita dei nostri figli...


Ira torna a casa.
Arrivederci "Neznajka”














IL COMPLEANNO DI OLJA

La nostra Olja è cresciuta: ha compiuto 18 anni. Per me, il Bianco Rigogolo, è stato
particolarmente evidente il suo stato d'animo la mattina del compleanno. Mi sono seduto
tranquillamente sulla cima di abete rosso e ho scrutato scrutò attraverso la finestra della
camera di Olja.


I festeggiamenti iniziano la mattina














Olja con la volontaria del Gruppo
Padre Men’ - Irina













Per la festa è stato scelto l'abito più
bello - da sera, solenne ed austero















Olja desiderava molto invitare gli amici principalmente per rendere felici loto - i bambini ospiti
della Casa degli Orfani “Ospiti a Neznajki”. Tutti i ragazzi sono più piccoli di lei e per tutti loto
Olja è la sorella maggiore ed un amico adulto.


Gli ospiti felici!














La torta era proprio buona...















Un regalo da parte di tutti - un morbido, caldo orsacchiotto - è stato presentato dal piccolo Sasha.


L’orsacchiotto e Sasha















I bambini hanno preparato i regali personalmente per Olja - chi giocattoli, libri, disegni, fotografie.
Uno di loro ha disegnato la Casa "Ospiti a Neznajki", disegno che Olja ha immediatamente
messo nella sua stanza ed appeso sopra il suo letto. Io, Bianco Rigogolo, ho sentito quello
che ha detto guardando il disegno: "E questo è per me molto. Lo devo conservare.
La nostra foresteria preferita".



IL CIRCO ITINERANTE

Il Circo svizzero "Giroldon", uno dei più vecchi Circi europei itineranti in Europa, per molti anni ha
viaggiato in molti paesi ed in molte città della Russia. Ed ora si è fermato nella Casa degli Orfani
“Ospiti a Neznajki”.


Il tendone del Circo si è piazzato
nella Casa degli Orfani















Per me, il Rigogolo Bianco, in particolare ricordo il suono delle trombe che attirano l’attenzione
dei bambini. Ed i trombettieri - del Circo - una coppia sposata, Lena e Alberto. Lei arriva dalla
Repubblica Ceca e lui dall’Italia.


Prima di incominciare














Ora ascoltiamo la tromba...















La performance è stata in italiano. Ma, come Lena ha detto prima della presentazione, i bambini
capiscono sempre. E gli adulti, quando ci sono i bambini, pure.


Il Teatro è troppo pieno
















L'azione, che ha visto un sacco di scherzi, trucchi, trasformazioni e prese in giro, è parsa chiara
a tutti. A volte io, Bianco Rigogolo ed i bambini eravamo un pò spaventati: gli spari del fucile
apparivano reali così come la lotta degli Eroi - non sembravano uno scherzo. Ma le risate
ed i lazzi hanno subito ricordato a tutti che eravamo in un circo dove tutto è solo divertimento.


Interessante!














Il pubblico catturato dall’azione














Il Cacciatore e gli spettatori














Il Cigno ed il Cacciatore














Che Clown fantastici!















L'emblema del circo - un allegro ciclista. Un disegno del figlio di Lena ed Alberto.
E ragazzi con interesse visitano l'interno del furgone in cui viaggiano e vivono gli artisti.
Nel furgone c’è il laboratorio ed una camera da letto, un museo con moltissimi oggetti d'epoca,
costumi e parole, il Mondo intero.


Che interessante l’interno del furgone

















Si scopre che nel furgone di consueto con un rimorchio su ruote possono viverci fiabe
e bambole e buona gente...



ALZATI E CAMMINA

Chi almeno una volta nella sua vita ha assistito ad un miracolo lo ricorda per sempre. Così
le persone che hanno partecipato al destino dei pazienti della Clinica RDKB di Mosca diventano
testimoni di molti felici accadimenti e non possono trattenere le lacrime di stupore e gioia.

Ma quando un bambino, condannato alla nascita dal una terribile diagnosi, alla quasi totale
infermità improvvisamente si alza e cammina - è davvero un miracolo.

Io, Rigogolo Bianco, una ormai lunga vita sulla terra ed in volo osservo dal cielo un sacco
di storie diverse e strane della vita delle persone. E quando guardo i bambini della Casa
degli Orfani “Ospiti a Neznajki” mi ricordo il racconto evangelico della guarigione del paralitico.
Gesù Cristo guardando l'uomo che era rimasto immobile per 38 anni, disse: "Alzati, prendi
il tuo lettuccio e cammina". E quell’uomo subito si alzò e se ne andò con le sue gambe...

Tutti sanno che Dio guarisce all’istante. La gente non ha questo potere. Ma se si vuole
veramente aiutare qualcuno e, insieme a chi ne ha bisogno, iniziare tale opera a volte
si può fare miracoli.

Andrjusha ora ha 14 anni e dalla sua nascita non si alzò in piedi. Ora incomincia a giocare
a calcio.


Questa sedia ad Andrjusha
non serve più...













Andrjusha anche con le stampelle
gioca a calcio















Ecco come sta in piedi Andrjusha
















Il’ja ora ha nove anni e può muoversi solamente a carponi o sulla sedia a rotelle.
Ora va solamente diritto e mai il sorriso ha lasciato il suo viso, anche se tutti possono vedere
quanto sia difficile per lui ogni passo.


Voglio camminare con voi
















Ora cammino anch’io



















Grazie!
















Natasha ha dieci anni, poteva solo strisciare, una "betulla" che con orgoglio marciava
in braccio ad un adulto. Finora solo sulle mani ... Anche Dima, otto anni, cui tutti credevano
non camminasse più.


Dima ed Il’ja ancora poco tempo
fa potevano andare solamente
con la carrozzella

(Anno Nuovo 2010)










Dima si alza volentieri e con fiducia

















Vadik, Denis - questi ragazzi sono già adolescenti, stanno facendo i loro primi passi.
Hanno anche bisogno di aiuto da adulti affidabili. Dietro le quinte stanno cercando di sostenerli.
Per ogni bambino non solo è una vittoria sulla malattia, ma anche l'affermazione della dignità
umana. Questo non può non sentire. Io, Bianco Rigogolo, mi inchino ai medici e tutti coloro che
hanno aiutato questi bambini e non li hanno lasciati soli un istante, senza cura, senza attenzioni
ed amore. Ecco quello che è successo: tutti questi bambini si sono alzati ed hanno camminato!




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