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Sergey Nastya e gli altri
  IL FILM DI KOLJA LARICHEV “PRIMO SETTEMBRE”
Dedicato a tutti i bambini uccisi e feriti nella strage della Scuola n. 1 di Beslan.


Per un ciclo di terapia di sostegno è ritornato a Mosca, presso Oncoematologia, Kolja Larichev. Kolja ci ha dettato alcune parole per i visitatori del nostro sito:“ringrazio di cuore tutti quelli che
mi hanno aiutato a curarmi! Ora mi sento bene. I medici dicono che tutto è normale, tutto
nel modo in cui deve essere. Studio presso l’Istituto minero-metallurgico di Vladikavkaz,
sezione - elettronica industriale, cioè informatica. Sinora frequento senza problemi e con profitto. Le terapie si prolungheranno sin a tutto il settembre del 2005 e per questo dovrò ritornare
a Mosca una volta ogni mese e mezzo per due settimane, in tutto quattro volte e poi quattro
volte ancora con un intervallo di 3 mesi.

Dopo questa calendarizzazione, ritornerò per i controlli del caso ogni sei mesi".
Kolja è nato a Beslan. Nei giorni del terrore di settembre 2004 era a Mosca, presso la Clinica RDKB per un ciclo terapeutico di sostegno. Dopo il suo ritorno a casa, Kolja ha ripreso
le immagini della Scuola producendo un cortometraggio intitolato: "Primo Settembre”.
È dedicato a tutte le vittime dell’assalto alla Scuola della sua città - Beslan. Kolja ci ha
portato la videocassetta che è stata inserita in YouTube e nel nostro sito.

La base del film è una canzone nata subito dopo gli eventi - composta da Dinislam Dudov,
un giovane ragazzo del caucaso . Le riprese sono di Kolja Larichev effettuate sul posto della tragedia.

Kolja racconta "l’ultima volta che sono ritornato a casa dopo un ricovero erano appena trascorsi
i giorni del dramma. Sono subito andato sul luogo della tragedia dove ho effettuato le fotografie. (la Scuola era liberamente accessibile ed era oggetto di costante visita di moltissime troupe televisive e di giornalisti). Il giorno successivo mia sorella ha aperto un sito internet dove appariva il link di una canzone scritta da un ragazzo - Dinislam. Io questo ragazzo non lo
conosco personalmente, conosco solamente il suo nome e cognome.
E non è di Beslan.

La sua canzone si sente dappertutto a Beslan - chi possiede un computer l’ascolta in continuazione. Ho ascoltato la canzone e ho visto che poteva fare benissimo da sfondo
musicale per le mie fotografie. Ed messo assemblato le due cose".


Guarda il video su YuoTube





IL GRANDE VIOLONCELLISTA MSTISLAV ROSTROPOVICH
GRANDE AMICO DELLA CLINICA RDKB


Non è un segreto che per ogni uomo l’incontro con un «idolo» è un grande avvenimento,
una festa dell’anima e del cuore, che sconvolge nel senso buono del termine. E che dire
di un bambino e per di più gravemente ammalato che passa tutta la vita fra le pareti
di un ospedale in cui tutte le persone e tutte le giornate sono uguali una all’altra e sembra
che quella situazione non abbia mai fine...
Una celebrità in un reparto di ospedale per un bambino equivale ad un miracolo, una favola
che si concretizza nella realtà. Dopo l’ordinarietà dolorosa la visita di una persona famosa
ed amata può dare al bambino una tale forza, che lo sostenga nel desiderio di superare
la malattia, di ritornare a casa con una serenità meravigliosa...
In visita al violinista quattordicenne, allievo della Scuola Musicale Centrale di Mosca Kolja
Altynov è arrivato niente meno che Mistislav Rostropovich. Geniale, musicista notissimo
in tutto io mondo è entrato nella camera di Kolja che sta combattendo con tutte le sue forze
una malattia mortale. È semplicemente entrato, si è seduto sul suo letto e ha conversato
con lui dicendogli parole molto incoraggianti ed affettuose. Dire che Kolja era felice non riesce
a rappresentare i sentimenti più profondi del ragazzo ... Quando Rostropovich ha lasciato
il Reparto, lasciando tra l’altro una grande scorta di farmaci molto costosi, si è compreso
che questa persona “VIP" è veramente importante per come riesce a porsi verso il prossimo.
Il farmaco veramente più importante per Kostja è stato proprio il grande Rostropovich.








IL DIECI OTTOBRE 2004 NEL REPARTO DI EMATOLOGIA GENETRALE DELLA CLINICA PEDIATRICA RUSSA RDKB
SI È SVOLTO IL
TORNEO DI SCACCHI A SQUADRE
«LA NAVE DELLA SPERANZA»

Il torneo è diventato una sorta di bilancio dell’attività del Club degli scacchisti che dal maggio 2004 è attivo presso il Reparto di Ematologia generale della Clinica RDKB. È stato organizzato da Julija Dubizkaja, una volontaria del gruppo di volontariato "Donatori per i bambini”
i cui membri contribuiscono ad incrementare i donatori di sangue e sono diventati loro amici.
Parla Julija Dubizkaja: «Questo gioco saggio serve a distrarre dai pensieri tenebrosi, che pervadono spesso le persone affette dalle diverse malattie» - dicevano gli antichi saggi a proposito del gioco degli scacchi. E per i nostri bambini è importante sapere questo: anche se vi rimane solo un pedone - non avete perso. La speranza c’è sempre ed è necessario combattere sempre fino alla fine. Il tempo che un bambino passa in ospedale non deve
essere perso, cancellato dalla sua vita. I bambini devono imparare, svilupparsi, acquistare nuove abitudini malgrado tutto. E gli scacchi sono un’attività che può essere praticata con i loro coetanei in buona salute. Gli scacchi aiutano il bambino a credere
in se stesso e ad avere ancora interesse per la vita. Colpisce come i bambini siano veloci
a trasformarsi da principianti in giocatori assolutamente esperti e con particolare esperienza
e stile di gioco. Molti bambini sono stati assorbiti correttamente dentro al gioco ed invitano
i genitori a comprare loro i manuali di scacchi. I più piccoli si portano i pezzi degli scacchi dal corridoio alle loro stanze. Ma soprattutto il gioco unisce i bambini. di diverse età e cinque anni non sono durante il gioco una differenza». Il giorno del torneo, il dieci ottobre, il reparto di Ematologia generale era decorato con manifesti ed palloncini. Mezz'ora prima dell’inizio del torneo si sono riuniti gli “sportivi” e gli ospiti-donatori. Molti sono venuti con dei regali, giocattoli
e libretti per bambini ed anche per le loro mamme. Un donatore del sangue - Aleksej - è arrivato con un nuovo computer con dei giochi elettronici. Infine tutti i partecipanti al torneo si sono riuniti ed ha avuto luogo l'inaugurazione. Il Torneo è stato aperto dai un collegio di giudici: il maestro
di scacchi Julia Dubizkaja, l'ideatore del torneo e giocatore Vladimir Chromov con il Presidente
del collegio e Primario del reparto Mikhaïl Aleksandrovich Maschan. Al torneo si affrontavano due squadre: il “Club dei quattro cavalli” (capitano Igor’ Obolenskij) ed il “Club dei Cavalli coraggiosi”
(capitano Vladimir Aksenov).


I risultati sono stati i seguenti:




Così si è svolto il torneo; la quadra vincitrice è stata quella dei “Cavalli coraggiosi”
che ha distaccato gli avversari per un punto. Principalmente una lotta particolarmente ostinata
si è svolta durante la prima partita fra i capitani delle due formazioni: Igor Obolenskij (i Bianchi,
a sinistra) e Volodia Aksenov (i Neri, a destra). Gli amici ed avversari sono rimasti costantemente in parità. Ciò ha fatto aumentare l'interesse per il torneo che si è concluso solo all’ultima partita. Dopo un gioco lungo e appassionato, Igor si è congratulato con il suo avversario vittorioso.

Volodja Aksenov è uno dei bambini più promettenti. Risolve con piacere i problemi scacchistici, imparando a giocare con la sua mamma e con gli amici. A parte l’ovvia volontà di vincere ha ancora un giusto carattere sportivo. "Si perde, ma intanto si impara” dice questo scacchista di 10 anni. Ed il suo sogno del momento - avanzare di categoria. Certo, la vita è più complicata degli scacchi, non si possono semplicemente riporre i pezzi nella scatola e dimenticare. Volodja sa cos’è il trapianto di midollo osseo, gli è necessario per la sua sopravvivenza.
Lotterà sino alla fine. Vogliamo credere che abbia successoIgor Obolenskij non ha meno carattere. In aprile Igor è stato sottoposto a trapianto di midollo allogeno. Il midollo ha attecchito bene, ma le terapie non si sono ancora concluse: Igor sta lottando con delle complicazioni posto operatorie che a volte sono molto dolorose. Nella Clinica Igor ha gia trascorso quattro anni
ed è molto stanco delle cure. Igor è uno degli allievi gli attivi nel club scacchistico. È un giocatore riflessivo, gli piace rimanere seduto dopo la partita alla ricerca dei segreti reconditi del gioco
e quando gli apprende comprende quale avversario temibile possa essere una mossa non sospetta “Scacco!”.

Le giocatrici più allegre del torneo sono state le gemelle Olesja e Kristina Sin'kevich, che assieme alla sorella Lena, hanno tenuto alto l’onore della loro squadra. Olesja ha salvato l’onore di una partita un po’ opaca.

Nella foto: le sorelle Olesja e Pristina alla scacchiera
L'avversario di Kristina, l’undicenne Sonja Semenova, dopo aver mangiato tutti i pezzi ed avendo metà delle sue figure, lentamente ma con determinazione ha portato un attacco al Re nero.
Il povero Re di Kristina era rimasto quasi solo nel suo campo, oppresso dai pezzi avversari fino a che ... non è rimasto solo ! Risultato una grande gioia del nero e il disappunto dei bianco. Ma non fa niente, tutti hanno proseguito. Effettivamente quando Sonja Semenova è arrivata a questo punto ha chiesto: “e dove è la regina? Dove può andare?" A lei piaceva che
la regine - la figura più forte fosse più forte del re. "Il Re è semplicemente pigro!" - continuavano a dire.
Dopo il bilancio complessivo
del torneo è incominciata la premiazione dei partecipanti. I premi ed i regali, naturalmente,
sono stati distribuiti a tutti i bambini. Specialmente sono stati premiati con dei diplomi raffiguranti i pezzi degli scacchi e insieme a questi sono stati distribuiti libricini e giocattoli.
Tutti sono rimasti soddisfatti.

Nella fotografie: la consegna del regalo a Sonja Semenova

Dopo la cerimonia di premiazione si è tenuta una sessione del gioco simultaneo
con rappresentante della FIDE [Federazione scacchistica internazionale] V. Chromov.
Tutti i bambini hanno partecipato
alla sessione e hanno perso, senza recriminazioni, contro il maestro
di scacchi. Ma la cosa assolutamente più importante si è che durante
i preparativi del torneo e durante
il gioco tutti i bambini coinvolti
hanno dimenticato le loro malattie
e disgrazie sentendosi, anche se temporaneamente, dei bambini normali. Poi tutto è stato riassunto
da una voce alta e squillante di una bambina delle Sin’kevich “A quando
il prossimo torneo?”
Speriamo proprio che non si tenga fra un anno!

Julija Dubizkaja, Vladimir Chromov, Ekaterina Chistjakova


IL FAMOSO CAMPIONE DEL MONDO DI SCACCHI
ANATOLJ KARPOV IN VISITA AI BAMBINI DELLA CLINICA RDKB



19.06.2005
AnatolJ Karpov, il famoso ex campione del mondo di scacchi ha visitato i reparti ematologici
della
Clinica RDKB ed il gruppo dei giocatori bambini. I bambini con le malattie ematologiche molto gravi (leucemia, anemia aplastica) sono molto interessati da gioco degli scacchi.
Questo interesse gli aiuta a combattere la malattia, li fa credere nella loro resistenza
e rende i lunghi mesi delle terapie maggiormente sopportabili e con un contenuto positivo.
La settimana scorsa la notizia circa l’arrivo di Anatolj Karpov si era sparsa nel Reparto
di Ematologia generale: il grande campione verrà in visita ! Il famosissimo Karpov ha deciso
di aiutare i bambini ed giocare con loro un partita in simultanea.

Domenica, il 19 giugno il corridoio del reparto è stato decorato con palloncini colorati.
Le fotografie dei tornei di scacchi, tenutisi in Clinica, stavano appese in bella mostra.
Dima Rogachev, Vanja Kalnoi, Vladik Fagurel, Sasha Ryzhkov, Maksim Kuznetsov,
Volodja Aksenov, Beslan Saaev ed Andrej Osipov hanno preso posto alle scacchiere.
Le mamme, tutte con le loro macchine fotografiche hanno assiepato il corridoio.
Naturalmente è ancora troppo presto perché i bambini possano competere con il campione.
Ma erano così felici! Vanja Kalnoi non aveva lasciato la sua camera da un mese dopo un ciclo
di chemioterapia, ma i medici hanno dato il permesso per questa occasione veramente speciale. Per vedere di persona Anatolj Karpov. Anche a Volodja Aksenov è stato dato
un analogo permesso, ma solo per un’ora. Lui è ricoverato nel Reparto del Trapianto di Midollo.

Volodja è uno dei migliori scacchisti che ci sono attualmente in Clinica. Ha subito un trapianto
di midollo ed ha trascorso cinque mesi in un box sterile. In questo periodo riceve una trasfusione di sangue al giorno. Gli scacchi, disinfettati a lungo, sono rimasti con lui nel box per tutto
il periodo. Anche gli amici di Volodja amano moltissimo gli scacchi. Sono Igor Obolenski
e Boris Kravchenko. Già sono stati dimessi dall'ospedale anche loro dopo un trapianto di midollo. Entrambi hanno trascorso lunghi mesi in Clinica e gli scacchi sono sempre stati
una delle loro compagnie preferite. Ed ora Boris gioca nella sua città natale, Rostov sul Don. Presto sia Boris che Igor riceveranno un prezioso regalo per posta: un libro autografato da
Karpov. Il Signor Krajushkin, direttore della scuola di scacchi di Karpov, ha promesso che
la sua scuola prenderà questi bambini sotto la loro cura ed organizzerà dei corsi di scacchi
per tutti i bambini del reparto. Konstantin Kurchenkov inoltre ha portato in regalo un simulatore
di scacchi computerizzato! Ha osservato con molta attenzione ogni piccolo giocatore che
per tutto il tempo non hanno lasciato il corridoio ed hanno studiato il nuovo giocattolo.

Un altro regalo è stato donato da Murad Amannazarov direttore di una casa editrice
di manuali di scacchi. Una biblioteca intera di scacchi! Dopo il piccolo torneo Anatolj Karpov
ha autografato i suoi libri dati indagalo a tutti i partecipanti ed espresso alcune parole per ognuno. Dopo una fotografia ricordo con ognuno dei bambini per il campione era ormai
arrivato il tempo di lasciare la Clinica. Il dodicesimo campione del mondo di scacchi ha dato
una lezione importante a tutti noi. Una lezione di attenzione e di amore. I bambini malati
ed i loro genitori non dovrebbero rimanere soli con la malattia terribile. Ogni piccolo gesto
di amore e di solidarietà è speso vitale per questi bambini. Ed i loro occhi felici sono
la ricompensa migliore.


L'UOMO-ORCHESTRA VLADIMIR SHISHKAREV


Vladimir Shishkarev - compositore, autore di canzoni e musiche per spettacoli teatrali e televisivi. Figlio spirituale di Padre Aleksandr Men’ al tempo della Parrocchia di Novaja Derevnja.
Ora Maestro del Coro della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Shubine nella città di Mosca.
Quasi ogni giorno, dopo pranzo, sul primo piano dell'ottava ala della Clinica RDKB è possibile osservare la stessa scena: una persona, non proprio alta, vestita con il camice da chirurgo trascinare con gesti lenti un carrello ospedaliero una cassa con legato un supporto metallico...
Questo è il "know-how" di Shishkarev. Siede con un sintetizzatore sulle gambe (è imballato proprio nella cassa che trasporta) e canta in un microfono che tocca le labbra, appeso su un asta portaflaconi. Non avete mai provato a cantare così?
È molto facile! Il sintetizzatore, l’asta, l’amplificatore che miracolosamente rimane sulle gambe. Con tutto questo zio Vova - "uomo-orchestra” - si sposta lungo i lunghi corridoi dell'ospedale,
di reparto in reparto, per qualche ora
al giorno. I bambini letteralmente
lo assaltano: vieni da noi oggi?
E da noi?
Così - giorno dopo giorno, non notandolo quasi arriva in ogni reparto per rispondere
a tutte le richieste. Ed il giorno dopo lo aspettano in un’ altra ala, in un altro reparto.
"Come sono arrivato in questo ospedale ? Questa è una storia quasi comica.
Nel reparto del Trapianto del rene lavorava un nostro amico, membro della parrocchia di Padre Men’. Aveva raccontato a Padre Aleksandr in che terribili condizioni si trovassero i bambini
in emodialisi.

Quando Padre Men’ venne qui vide con i propri occhi e riunì subito la comunità
dei suoi fedeli dicendoci: "Chi viene con me?" Inizialmente soltanto tre persone risposero
e tutte e tre erano donne. Iniziarono così le visite ai piccoli ricoverati ma - a quel tempo - per
arrivare sino alla Clinica si doveva attraversare un lungo tratto deserto fra l’Università Patrice Lumumba e la struttura ospedaliera. Era inverno, una sera oscura come poche, Padre Men’
mi disse: "le donne torneranno molto tardi stasera e lasciarle sole in quel posto potrebbe
essere pericoloso. Non potete accompagnarle?" Ecco un che modo arrivai in questo posto -
in qualità di “accompagnatore di donne!” Ma quella sera stessa Lina Saltykova mi ha condotto nel reparto di Rianimazione. Là ho visto gli occhi di un bambino. Erano occhi che venivano "di là", stavo guardando gli occhi di Cristo. Sono rimasto sconvolto, il cuore mi si è spezzato.
Ho capito: qui avevo incontrato Lui semplicemente attraverso la realtà. Così sono rimasto.
Bene, che cosa raccontare ancora ... Ho sempre vissuto con la fisarmonica e cantato canzoni. La musica per me
è materia molto famigliare, per tutta la vita ho sempre lavorato con i bambini
e conosco perciò l’intero repertorio delle loro canzoncine.
Ho iniziato a scrivere mie canzoni
per bambini, allegre e spiritose ed
ho iniziato anche a cantarle. I bambini hanno reagito bene. Ed anche alle mamme la gioia dell’ascolto le faceva anche piangere, liberarsi dall’angoscia e dai molti problemi. La cosa mi colpì inaspettatamente. In genere i bambini ammalati rispondono presto e con immediatezza rispetto ai bambini sani: quelli senza problemi devono essere iniziati alla disciplina, ma qui in Clinica tutti si aprono immediatamente. Poi ho compreso che per questi bambini non era necessario il Catechismo. Solamente quando si "riscaldano" bene e si aprono al rapporto umano, allora è possibile
avere con loro un dialogo molto profondo. Si deve aspettare il momento, quando compare
la riservatezza, la reciproca simpatia, allora è possibile parlare con loro di tutto ed in maniera molto umana. Ma la reciproca simpatia porta naturalmente alla compassione. Proprio reciproca:
in effetti io sono un uomo che spesso si sente stanco, triste ma quando i bambini ti offrono direttamente ed in modo assolutamente disinteressato il loro amore questa è la più grande
gioia che possa esistere! Tu senti che Cristo è qui vicino! Io dopo ogni visita in ospedale mi sento incoraggiato.

La malattia sparisce, sparisce il cattivo umore e ritornano le forze della vita. Solamente in
un occasione non sono venuto in Clinica per alcuni mesi a causa di miei problemi famigliari
ma sentivo che il mio cuore era "coperto". Poi, dopo il mio ritorno, avvenne che alcuni bambini iniziarono ad sorridere solamente a me, a regalare solo a me i loro disegni ed io involontariamente ho iniziato ad avere con loro un rapporto privilegiato andandoli a trovare
più frequentemente rispetto ad altri. Iniziò una amicizia speciale che si trasformò via via in
un sentimento assai profondo. Purtroppo la maggior parte di questi piccoli oggi non ci sono più. Sono partiti dando a tutti ed anche a me una pena terribile che in seguito alleviai con
la preghiera. È molto difficile e duro parlare di queste cose …. Questi bambini non li
dimenticherò mai e sento che loro stanno influenzando la nostra vita anche se non ci sono più.
Ed ecco che una ragazza che è guarita cambiando con la sua guarigione il destino di un reparto della Clinica. Infatti per il Reparto del Trapianto di Midollo era stata ventilata la chiusura a causa degli scarsi risultati positivi ottenuti. Il chirurgo specializzato se n’era già andato trovando un'altra occupazione.

La situazione era molto negativa. In questo reparto era stata installata una nuova apparecchiatura, regalo di Rajsa Maksimovna Gorbacheva, ultimo ritrovato della tecnica ospedaliera del tempo (e che ancora è in funzione). Fu allora ricoverata Katja K. Con una forma gravissima di leucemia che in tutto il mondo non si era in grado di curare con successo.
La bambina era un vero genio letterario. Fra noi nacque subito una amicizia unica tanto che
gli adulti osservavano che stavo concentrano troppa attenzione verso questa sola bambina,
ma io non potevo far nulla per cambiare questo mio atteggiamento: quando arrivavo a trovarla si instaurava subito un atmosfera da vecchi amici Componevano versi insieme, giocavamo con
le parole e cantavamo insieme molte canzoni. Per prepararla al trapianto iniziarono a sottoporla
a cicli molto pesanti di chemioterapia che subito produsse una serie innumerevole
di complicazioni. Letteralmente tutto il corpo le faceva male. Ma lei con un coraggio
sorprendente non lasciava trapelare il suo dolore. Scriveva in continuazione favolette molto umoristiche ricordando di quando andava in campeggio l’estate. Scriveva su carta quasi
bruciata dalla sterilizzazione con matite colorate che il tempo ha presto cancellato!
Tutto era semplicemente spassoso quando si leggevano.
In queste condizioni visse
per ben cento giorni. E ne uscì -
da ormai oltre 11 anni vive tranquillamente. È stata una vera
bella vittoria! Aleksej Aleksandrovich Maschan, a seguito della guarigione
di Katja, riconquistò il diritto alla vita di questo reparto riuscendo a dimostrare che i risultati erano arrivati e potevano
nuovamente arrivare. Da allora
i risultati positivi si sono ripetuti salvo rare eccezioni si sono moltiplicati in maniera straordinaria al livello più alto della pediatria mondiale ed i medici sanno fare vera,ente miracoli. E tutto questo grazie a Katja: ha creduto in questo reparto ... ed io ho appena visitato il suo ultimo ricoverato
e semplicemente le voglio un mare
di bene. Io sono sempre qui, in ospedale, dove ho incontrato l'amore.
I bambini sanno dare amore.
Anche quando sono in gravi condizioni, sorridono, trasmettono e danno amore. Questa esperienza non può essere descritta - come il cuore dentro di noi è sconquassato ... Certo, è molto doloroso, quando un uomo se ne va, ma credo profondamente che questi sono martiri che hanno dato la vita come i santi: non se ne vanno semplicemente, ma partendo, rimangono qui insieme a tutti noi. Io non una nessuna prova circa questo ma lo so. Lo sento. A volte questi piccoli con fede e leggerezza, quasi alla fine con il loro sorriso riescono ad allontanare le sofferenze inenarrabili. Una volta ho accompagnato a Sochi una ragazza. Era disperata, tutti i suoi organi interni erano stati colpiti. Gli rimanevano solamente due settimane di vita o forse qualche giorno di più. Quando siamo atterrati a Sochi mi è letteralmente saltata sulla schiena, era allegra, attiva. È vissuta ancora per più di un mese
e mezzo ... I bambini sono imprevedibili. Questa esperienza nella donazione dell'amore non l’ho più trovata in nessun luogo! Sento di non essere degno di tutto questo, tuttavia, è questo quello che ricevo tutti i giorni in ospedale. Ma provo solamente ad eseguire i comandamenti di Gesù Cristo: “Ero ammalato e mi avete visitato”. Non mi avete guarito ma siete semplicemente venuto a farmi visita - è tutto qui ... Capite?

Dare questo poco è incredibilmente molto. Io questo vivo - senza parole eclatanti, senza urlarlo. Credo che ciò che accade nella vita sia positivo, che io sia in un certo modo obbligato a questo. Che non si possa fuggire da dove ti porta il Signore. Io ho una volontà debole e tendenzialmente sono portato a sbagliare e potrei in qualsiasi momento ritirarmi. Ma questi bambini tengono duro e questo è semplicemente il mio salvataggio, più di questo non aggiungo "Racconta Lina Saltykova: "A volte vengono da noi i medici e ci chiedono:
"Non potete dire a Shishkarev che venga dal tale bambino? Gli serve aiuto, è depresso.
I mezzi a disposizione della medicina non riescono a far nulla per aiutarlo".
A volte succede che la terapia non fornisca alcun risultato, che l’organismo la rifiuti.
Volodja va da questo bambino e con la sua musica contribuisce, molto spesso, a cambiare
il corso della malattia, a recuperarlo. In effetti l’atteggiamento al recupero - questa è la cosa principale nella cura, nessun preparato medico aiuta se il bambino non crede nella guarigione non combatte. I medici ci hanno ripetutamente detto che erano pronti "per firmare il protocollo": dopo la presenza di Volodja Shiskarev le analisi del sangue del bambino sono
improvvisamente migliorate ….”



I BAMBINI IMPEGNATI NELL'ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE ARTISTICA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



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