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  REPARTO DI ONCOLOGIA

Ascoltiamo Vladimir Aleksandrovic Strykov, medico del reparto

Le malattie oncologiche sono sempre state considerate come terribili. Difficilmente si piegano alle terapie e molte prove attendono l'ammalato. Ed è ancor più spaventoso quando la malattia oncologica colpisce i bambini. Ma la medicina è in costante progresso ed il numero di pazienti che oggi possono guarire e ritrovare una vita normale è in costante aumento.


Noi accogliamo anche gli incurabili

Risultati estremamente positivi sono stati ottenuti dai medici del reparto di Oncologia della Clinica Pediatrica russa [RDKB]. Si tratta, a dire il vero, di un reparto eccezionale che spesso accoglie i bambini che gli altri ospedali hanno rinunciato a curare persino nei centri oncologici.
Il nostro reparto opera sin dal 1985, anno di inaugurazione della Clinica Pediatrica e comprende 30 posti letto. Il reparto ha in cura bambini che presentano tumori agli arti, ai tessuti, alla vescica, al fegato ed alla cavità addominale. Vi sono anche bambini affetti da tumore benigno poiché spesso i medici non specialisti non riescono a riconoscerli. Ora è dal carattere proprio del tumore che dipende la terapia. In caso di tumore benigno è sufficiente un semplice intervento chirurgico; ma quando si tratta di tumore maligno si deve prima di tutto iniziare un trattamento chemioterapico. Quando il fegato o gli arti sono colpiti si ricorre in gran parte ad una chemioterapia intra arteriosa: uno speciale catetere viene introdotto nelle arterie al fine
di iniettare i farmaci che permettono di agire sul tumore stesso e non sull'intero organismo
del malato.


Noi conserviamo gli arti colpiti

Sfortunatamente, nel caso di arti colpiti da un tumore maligno, è l'amputazione che quasi sempre viene effettuata. Perdere una gamba o un braccio è una grande tragedia per chiunque
ed ancor più per un bambino. È per questo che i medici del nostro reparto si adoperano
in ogni modo per evitare le amputazioni. Il nostro reparto è l'unico in Russia ad effettuare,
in collaborazione con il reparto di microchirurgia, interventi unici nel loro genere, volti a salvaguardare gli arti colpiti. Prendiamo il caso di un bambino al quale occorra togliere un pezzo di osso della gamba. Non sempre è possibile inserire una protesi, metallica o plastica, poiché
il piccolo paziente crescerà ancora, dato che un'endoprotesi significa sempre che una gamba resterà più corta dell'altra. Inoltre nella gamba esistono zone pericolose che rigettano le articolazioni artificiali. È per questo che è meglio effettuare un trapianto con il tessuto osseo
del bambino medesimo. L'arto immobilizzato con l'apparecchio di Elizarov può sopportare, poco alla volta e per un periodo di un mese un mese e mezzo, i carichi di peso normale. I bambini possono così camminare e utilizzare i loro arti. Il tessuto osseo si innesta progressivamente
con rischi minimi di rigetto.
Per il trapianto si utilizza il tessuto osseo del perone (ricordiamo come la gamba sia composta
di due ossa ; la tibia che subisce i carichi maggiori ed il perone che, meno caricato, può dunque essere utilizzato per il trapianto; lo stesso si utilizza per il trapianto dell'anca). Se il ginocchio
è stato conservato la gamba può rimanere sana. Dodici operazioni di questo tipo sono state realizzate nel nostro reparto e tutte con successo. Sempre in collaborazione con i microchirurghi molte operazioni sono state effettuate sulla colonna vertebrale, Un indice esenziale nella cura dei malati di tumore è il tasso di sopravvivenza. Ebbene, come nel resto del mondo, gli ammalati del nostro reparto sopravvivono fra il 70 ed il 90 per cento dei casi in funzione delle diverse patologie cancerogene. Tali risultati possono essere ottenuti grazie ai moderni protocolli di chemioterapia. Certo il nostro reparto manca talvolta di prodotti farmacologi ci adeguati ed i genitori non sempre trovano il denaro necessario al loro acquisto poiché nella maggiorparte dei casi gli ammalati
che arrivano dalla provincia devono chiedere in prestito il denaro ai parenti solo per fare il viaggio sino a Mosca e nulla rimane loro per acquistare i farmaci necessari. Ora una seduta
di chemioterapia richiede fino a 10 flaconi, dove ciascuno di questi può costare 20 dollari. Dobbiamo in tal caso applicare terapie meno costose ma in tal modo meno efficaci.


I nostri problemi

La carenza di prodotti farmaceutici non è il solo problema che abbiamo nel reparto.
Non disponiamo nemmeno di un monitor di osservazione individuale che permetta di controllare automaticamente e durante un determinato periodo di tempo la pressione ed il polso del malato. Lo stesso sarebbe indispensabile ai bambini recentemente operati. L'osservazione con
il monitor è ugualmente necessaria in caso di chemioterapia a forti dosi. Il nostro reparto avrebbe almeno bisogno di tre apparecchi di questo tipo ma ogni monitor costa dai 5.000
ai 10.000 dollari. Una somma che il nostro ospedale oggi non dispone. Inoltre non tutti gli apparecchi del reparto di rianimazione e del blocco operatorio sono in grado di funzionare.
Aggiungo che il nostro reparto ha bisogno di apparecchi per il dosaggio delle iniezioni endovenose. Ne possediamo cinque ma tre sono inutilizzabili per colpa degli accumulatori. L'ospedale non può acquistarne di nuovi ed il fornitore non rimpiazza gratuitamente i vecchi
per i nuovi.



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