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I NOSTRI "TESTIMONI"
   
KATJA KUROCHKINA
   
Ho iniziato le cure in questa ospedale 12 anni fa.
Qui ho incontrato persone molto speciali che mi hanno
aiutato. Io ringrazio molto tutti. Penso che persone così
pronte a prestare aiuto ai bambini gravemente ammalati
non ci sono dappertutto. Auguro a tutti i bambini
di guarire.

Racconta Vladimi Shishkarev:

Era il 1996. In quel periodo i pazienti del reparto
di Ematologia generale erano stati trasferiti a causa
della ristrutturazione del reparto nel Corpus 10 e io
arrivavo da loro per intrattenerli suonando la fisarmonica
e cantando le loro canzoncine preferite. Tutti nel reparto
incominciarono a cantare le mie canzoncine ma la
migliore cantante era sempre Katja Kurochkina.
Con lei e con la sua mamma Valerija siamo diventati
molto amici. Katja allora aveva meno di dodici anni.
La bambina era affetta da una malattia molto seria:
leucemia mieloblastica ed in quel periodo i risultati
delle terapie non erano sempre positivi. Katia dopo Aver imparato a memoria molto velocemente
tutte le canzoni che io possa ricordare si è messa ad inventarne di sue. Poi abbiamo iniziato
a scrivere divertenti poesie sui medici ed a inventare giochi verbali. Uno iniziava con una rima,
poi ognuno rispondeva con le proprie. Mamma Valja, io e Katja. Nella co-creazione siamo
diventati particolarmente amici.

Il tempo passò e Katja subì il trapianto di midollo osseo. Katja aveva già imparato a scrivere
da sola prosa - dei racconti. Dopo l’intervento fu trasferita nel box sterile del reparto del trapianto
di midollo. Lì non le davano la possibilità di tenere le penne - solo fogli di carta e matite.
Con queste matite colorate Katja scrisse la storia del suo trapianto. Ricordo ancora il verde,
il blu ed il rosso. E il racconto era una grande storia divertente. Un racconto di grande talento.
Katia si riprese abbastanza rapidamente. È stato uno dei primi casi di recupero completo di
leucemia mieloblastica nella RDKB. La nostra amicizia con Katja è continuata in tutti questi anni.
Credo che sia diventata come un’altra mia figlia. Mi è molto vicina nello spirito. Come io ho
cercato di intrattenere Katja durante la sua malattia, in realtà non riesco ad esprimere quanto
lei mi abbia dato gioia nella vita, un’enorme felicità. Si, una ragazza capace ed intelligente ma
anche sorprendentemente positiva. Non ho mai dubitato che potesse vincere la malattia.

La sua mamma era sempre calma, le era sempre vicina e non abbassava mai la guardia.
Ha generosamente condiviso la sua positività con gli altri: sempre sorridente, sempre con uno
stato d'animo positivo cosciente che tutto sarebbe andato per il meglio. Mai il broncio anche
durante le peggiori situazioni si rideva senza fine, si scherzava. Da allora quasi 12 anni sono
trascorsi. Katja ora è quasi adulta, un’affascinante e bella ragazza, una studentessa
universitaria. È riuscita ad attirare sempre i cuori di quelli intorno al suo incantevole sorriso,
alla sua intelligenza e al suo amore per la vita. Spero molto che questa ragazza rimanga a lungo
in vita e possa essere felice. Io lo desidero.

Dicembre 2007




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