Ti trovi in: Home | Chi abbiamo aiutato | I nostri testimoni | Sasha Ch.
 
 

I NOSTRI "TESTIMONI"
   
SASHA CH.
   


Sasha (n. 1988) proviene da un orfanotrofio della città
di Chabarovsk [Estremo oriente russo]. Il bambino
vive ormai da lunghissimo tempo nel reparto
di Otorinolaringoiatria della RDKB. A questo
bambino, pieno di vita e veramente non comune,
si è particolarmente affezionata una mamma che
ha il
proprio figlio ricoverato nello stesso reparto
(è successo dopo che per molte volte si sono trovati assieme in ospedale) ma purtroppo i notevoli problemi economici non le hanno permesso di progettare
un futuro insieme a Sasha.

19.07.2005
Sasha è ritornato in Clinica ed è stato operato. È stato sottoposto ad una lunga operazione chirurgica conservativa. Con l’aiuto del Gruppo di Volontariato Padre Men’ Sasha si
è fattomoltissimi nuovi amici, non solo a Mosca ma anche in Germania.

29.07.2005
Sasha ha festeggiato i suoi sette anni. Grazie a Vladimir, Aleksandr ed Elena questo giorno
è diventato una festa indimenticabile non solo per il festeggiato, ma anche per tutti i bambini attualmente ricoverati presso il Reparto di Otorinolaringoiatria: è arrivato apposta per lui il Clown, si sono organizzativi molti giochi e passatempi e ogni bambino ha vinto qualcosa. E alla fine moltissimi altri bambini della Clinica, con i loro genitori, sono venuti in Reparto per fare gli
auguri a Sasha.

08.08.2005
Sasha è stato dimesso dalla Clinica ed è ritornato al suo orfanotrofio. Ora si stanno risolvendo molti problemi legati alla sua adozione presso una famiglia russa.

3.12.2005
Sasha Ch . è stato adottato!
Per cinque mesi i moscoviti Sasha e Lena hanno atteso questo felice giorno. La formalizzazione dei documenti, in questo caso, è stata molto complessa: i documenti hanno "viaggiato"
fra Mosca e Chabarovsk. Ed ecco alla fine tutto è stato completato con successo. Sasha
("San - Sanych") è stato iscritto nella classe propedeutica della scuola secondaria per lo studio intenso del francese. Ha un fratello, Gera. Anche se è più giovane di sei mesi, del settenne Sasha, è meno alto e robusto. Non importa Lena, la sua mamma crede che presto Sasha
lo sorpasserà. Gera era terribilmente felice di avere un fratello, aveva fatto molta amicizia
con Sasha l'estate scorsa. Ma ora Sasha ha anche una nonna e un nonno che lo hanno accolto con amore. Certo nella vita di tutti i giorni molto è ancora insolito e sconosciuto. Quando per
la prima volta è entrato nella nuova casa dove vivono i suoi nuovi genitori ha visto molte porte
ed era rimasto a lungo sorpreso che tutte fossero chiuse ed era possibile entrare soltanto in
una di esse. E la sua prima domanda è stata: dove la mia camera ? E quando il papà ha acceso la stufa a gas per preparare il the, Sasha con orrore ha cominciato a gridare: al fuoco, al fuoco! mamma papà perchè non scappate ? chiamate i pompieri ! … Ed ancora per lungo tempo non poteva credere che tutto fosse normale, quello strano fuoco su quella piastra che brucia e
che sopra si possa preparare il pasto quotidiano ... Sashka, Sashka ... quante volta ancora ti sorprenderai prima di aver acquistato una padronanza della tua nuova vita. Quante volta ancora imbarazzerai Lena e Sasha. Ma non fa niente, sono preparati e ti amano immensamente, tu cosi lungamente atteso. Ora la cosa più importante è iniziata e con essa la complessità È la vita. Tutta questa compagnia è veramente felice: tutto alla fine è stato risolto e tutti si sono ritrovati assieme - "Ma così non accada al mondo che si perdano i bambini"


LA NUOVA VITA DI SASHA Ch.

Sasha Chigrin (Sasha Ch., come è sempre stato indicato in questo nostro sito, quando pubblicavamo informazioni sui bambini orfani aiutati nella Clinica RDKB) - può essere definito "due volte laureato" dalla nostra Clinica. Non solo ha ricevuto tutte le cure necessarie, ma anche l'adozione di due genitori pieni di amore per lui. Ora Sasha è un moscovita. Ha un papà ed una mamma eccezionali ma anche un fratello, una nonna, un nonno e molti nuovi amici. Raccolta
la sua mamma Elena Rodionova:

«Questa storia, probabilmente, non Vi colpirà come una cosa speciale o rara, ma desidero comunque raccontarla per me e per i miei cari. Era una sera di marzo, una sera normale come tutte le altre. Il calendario indicava la primavera, ma per strada c'era ancora il gelo, anche se di giorno un timido sole appena riscaldava l'aria ed faceva ricordare come la primavera sarebbe presto arrivata, si doveva solamente aspettarla ancora per un pò.

Mio figlio Gera giocava nella sua stanza mentre io in internet ero intenta a navigare fra un sito
e l'altro. Improvvisamente sono entrata nel sito internet del gruppo di volontariato Padre Men' e della Clinica pediatrica RDKB della nostra città dove subito mi sono interessata alle pagine che raccontavano le vicende dei piccoli orfani ricoverati.

Quando la discussione affronta il problema dei bambini orfani compare un sentimento di ripulsa e si desidera velocemente cambiare discorso su qualche altro argomento che non tormenti
la nostra coscienza. Sul nostro pianeta esistono tanti zii e zie molto forti ma per qualche motivo non si sa perchè siano incapaci ad aiutare i bambini che, come il debole sole prima della primavera, tentano di aprirsi un passaggio verso gli adulti attraverso le pareti dell'indifferenza
e dell'incomprensione umana.

La mia attenzione è stata attirata da un bambino. Le sue sembianze mi sembrarono molto familiari benché prima di quell'istante non l'avessi mai visto. In quel momento entrò Gera che dopo aver gettato un colpo d'occhio sullo schermo del Pc mi chiese con stupore: "Oh Mamma, ma dove è questo io?" Che strana cosa ! Due bambini completamente diversi l'un l'altro ma assolutamente simili, come due fratelli gemelli. Mio figlio ha una madre ed un padre, mangia bene, legge i suoi libricini e possiede un infinità di giocattoli. È il favorito di tutta la famiglia e tutti gli prestano attenzione e fanno di tutto perchè cresca al meglio. L'altro non ha nessuno, ne la
mamma ne il papa è solo al mondo, non ha i nonni e nessuno che lo abbracci che gli canti le ninne nanne, che lo coccoli e lo baci. Per questo il suo sorriso non assomiglia al sorriso dei nostri bambini. arriva soltanto da un'infanzia non curata ed infelice. Ma è anche lui un bambino esattamente come tutti gli altri, come mio figlio, una personcina a volte capricciosa, a volte
un hooligan.

Volevo conoscere, andare a trovare questo bambino ad ogni costo ma all'ospedale mi avevano detto che Sasha si trovava "a casa sua", presso l'orfanotrofio di Chabarovsk ma che doveva ritornare a Mosca di li a poco. Da quel momento cominciava penosa l'attesa: il suo ritorno a Mosca veniva sempre rimandato. Da marzo ad aprile, da aprile a maggio ed io in tutto questo tempo tempestavo di mail la posta del gruppo di volontariato Padre Men' chiedendo di essere informata su Sasha. Ed ecco che alla metà di giugno la mail lungamente attesa arrivò:
“È arrivato, venite!” Mio Dio, mio Dio che fare, cosa comperare per lui, come andare ... Afferro
da casa due piccoli orsetti di peluche, metto le prime scarpe che capitano e corro alla Clinica. Tentavo di immaginarmi mentalmente il nostro incontro - ma, come spesso succede, la realtà non ha nulla a che vedere con la fantasia.

Vidi un bambino molto piccolo, minuto, per niente uguale alle fotografie che ci sono in internet.
A causa della sua malattia - papilloma alla gola - parlava molto piano, a scatti. Probabilmente ogni madre si ricorda del momento in cui nasce il suo bambino, ecco io ricordo molto bene quando Sasha è entrato nella nostra vita. Si è lavato le mani in punta di piedi sul lavandino
(non arrivava fino al rubinetto), la sua statura non è che quella di un bambino di quattro anni
(ma ne ha sette !), vestiva una maglietta giallo chiara con dei pantaloncini azzurri "Ciao, - dico
a te, - ma dove l'asciugamano?" - "Non c'è l'ho"

Ecco come ci siamo conosciuti. Poi i giorni sono volati uno dopo l'altro. Mio figlio Gera stava
in dacia con i nonni e non sapeva niente. Io e mio marito andavamo ogni giorno in ospedale
e giocavamo con Sasha, leggevamo per lui i suoi libretti, andavano a spasso, in seguito lo aiutavamo a lavarsi ed ad andare a dormire. Il 29 giugno abbiamo festeggiato i primi sei mesi insieme. Soltanto dopo questa data Sasha poteva dirsi di non essere più un orfano, ora aveva
un papà ed una mamma (sino ad allora ci chiamava per nome), apparvero per lui dei bei abiti
nuovi e dei giocattoli, ma la cosa più straordinaria è che apparve un fratello.

Gera apprese la notizia con entusiasmo. Partimmo tutti insieme dall'ospedale al grande
il completo e tutto il reparto dove Sasha era vissuto lo accompagnò alla sua nuova casa, alla
sua nuova vita. In macchina man mano che ci si allontanava dalla Clinica agitava la sua manina e diceva: "Addio, ospedale!". Per la prima volta in sette anni faceva ingresso in una casa privata! Sasha non sapeva cosa fosse e non sapeva come viverci. Si è spaventato terribilmente quando io per la prima volta in sua presenza ho acceso il gas. Sasha soffiando sul fuoco per spegnerlo gridava : "Al fuoco, un incendio!".

Ora, dopo qualche mese, mi è difficile concretizzare come vivessimo con un solo figlio.
E questo nonostante che, di tanto in tanto, la nostra casa sia teatro di "bombardamenti" da parte dei bambini che intraprendono qualche gioco rumoroso. La casa è tornata a vivere e tutto attorno a noi ha acquistato un'altra vita .

Adesso Sasha si è rimesso molto bene, si è rafforzato ed è diventato grande. In estate con Gera ha imparato ad andare in bicicletta ed io e mio marito abbiamo loro promesso che quest'estate avranno una bicicletta nuova, "il cavallo di ferro con due pedali", a condizione che obbediscano
ai loro genitori. Sasha va all'asilo-nido e due volte alla settimana frequenta una scuola speciale propedeutica alla scuola elementare. Impara il francese, ama disegnare ed avendo un buon orecchio musicale spero che diventerà presto il migliore allievo della scuola musicale.
Racconta molto, quasi ogni giorno perchè ogni giorno Sasha apprende qualcosa di nuovo,
come se recuperasse qualcosa che gli è mancato in precedenza nell'orfanotrofio. Non so se dimenticherà questi suoi primi sette anni di vita, ma spero che nel suo cuore resterà soltanto
la bontà»

8.02.2006




Sasha e Gera





Lina Zinov’evna Saltykova, Presidente del Gruppo di Volontariato Padre Aleksandr Men’
con Gera e Sasha Ch






La nuova mamma





inizio pagina
Sede: Via Castori, 2 - 38068 Rovereto (Tn) | Referente nazionale - Ennio Bordato: 3280210408 - email: info@aiutateciasalvareibambini.org

© osiride | aiutateci a salvare i bambini onlus
 
RUS
RUS