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I NOSTRI "TESTIMONI"
   
VASILIJ PRIK
   
21.08.2007
È ritornato per un controllo Vasja Prik. Quest’anno Vasja
coronerà il suo sogno: frequentare presso l’Università
statale di Studi Sociali la Facoltà di Giurisprudenza.
Vasja manda i suoi più cari saluti a tutti quelli che lo
hanno aiutato, che lo ricordano ed augura ai piccoli
pazienti della Clinica RDKB una pronta guarigione.

12.11.2005
Per un controllo è arrivato Vasilij Prik, un “vecchio”
paziente del reparto di Immunologia clinica
e buon amico di tutti i volontari.Vasja racconta:
"Io abito nella Regione di Kirov, nella piccola cittadina
di Jaransk. Sono affetto da artrite reumatoide e la
diagnosi mi è stata fatta già dai medici dell’ospedale
regionale di Joshkar-Ola ma quella struttura purtroppo
non era in grado di curarmi. Ora, come ho già detto,
l’artrite reumatoide è una malattia del sistema
immunitario che si manifesta quando il sistema immunitario non riconosce le tue articolazioni
e si avidenzia in primo luogo con forti dolori articolari. Tutto fa male ed in qualsiasi situazione.
Il dolore diventa la norma nella tua vita.

Tutto è iniziato nel 1996 quando avevo solamente 8 anni e frequentavo la prima elementare.
La mia malattia ha avuto inizio con una sensazione di forte freddo e le prime cure non
rispondevano a nulla. Ci si rese conto di un problema. Per due mesi sono stato curato per
il cuore scoprendo successivamente che non c’entrava nulla con il mio stato di malessere.
Dapprima venivo ricoverato presso l’ospedale di Jaransk, poi in quello regionale di Joshkar-Ola,
poi nella città di Tushinskij ed infina a Mosca presso la Clinica RDKB.
Qui, presso la RDKB ho trascorso in totale 9 anni di cure e terapie, utilizzando diverse tecniche,
anche se capisco che la per mia malattia non esistono ancora cure definitive. Ma almeno
ho imparato a controllare il dolore. La Clinica RDKB è un ospedale davvero speciale.
Qui ho visto, per la prima volta, che un ospedale può essere anche una scuola, può essere
una Chiesa che ho subito iniziato a frequentare. Qui poi mi sono fatto un sacco di veri amici,
la maggior parte dei quali purtroppo non è più qui. Ci si recava spesso in Chiesa a scegliere
i libri di lettura della biblioteca del gruppo Padre Men’, ma anche per parlare, ascoltare.

Qui ho trovato un sacco di persone a me vicine nella sventura e nella visone delle cose, ho
conosciute persone molto interessanti. Ho capito ciò che veramente è importante - il parlare.
È difficile, se hai una grave malattia, non rimanere chiuso in se stesso. E tutto questo è stato
grazie alle persone del gruppo di volontariato Padre Men’ che mi hanno aiutato sin dal primo
momento, mi hanno aiutato molto ed in tutto. Grandi persone hanno mostrato a piccoli bambini
come parlarsi. Forse abbiamo veramente imparato qualcosa. Ricordo spesso come il sabato
andavo sempre a messa nella Chiesa della Clinica e poi la biblioteca dove passavo moltissimo
tempo. Aspettavo sempre il sabato per “tuffarmi” in chiesa. Qui ho passato moltissime ore liete
nonostante i miei forti dolori.

Per me questo ospedale è stata la nuova speranza. Qui ero sempre tranquillo non avevo timore
per la mia vita ed il mio futuro. Penso che mai una volta, guardando le persone che mi hanno
curato il corpo e lo spirito, che mi hanno rimesso in piedi in tutti i sensi, che il loro
impegno non sia mai vano. Ho terminato la scuola diplomandomi e mi sono iscritto al Liceo
economico-finanziario di Jaransk dove frequento già il secondo anno di Giurisprudenza.
Alla fine del percorso di studi vorrei andare a Mosca per entrare all'Università. Voglio diventare
un buon avvocato è molto probabile che scelga diritto penale. Perché? Non è difficile essere
un pubblico ministero ed accusare, punire. Diverso è trovare qualcosa di buono nell’imputato
e difenderlo.Vorrei che tutte le persone sapessero che ci sarà sempre qualcuno in grado
di proteggerlo. Il problema della nostra gente è che non conosce le leggi e hanno paura.

Desidero veramente che il nostro popolo non abbia più paura. Quando ero ammalato lottavo.
Molte persone ammalate si abbattano a tal punto che non riescono più ad alzarsi. Ma quando
da qualche parte trovano la forza guardano al loro futuro con ottimismo giustificato!"

Novembre 2005




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